Comunicati

  • Giovedì 12 marzo, alle ore 20.30, il palcoscenico del Teatro Petruzzelli accoglie un incontro che ha il peso degli eventi rari. Maxim Vengerov e Polina Osetinskaya tornano a esibirsi insieme in un recital che riunisce due personalità artistiche tra le più autorevoli e riconoscibili del panorama internazionale. Vengerov è da oltre trent’anni un punto di riferimento assoluto del violinismo contemporaneo. Formatosi nella grande scuola russa, vincitore giovanissimo del Concorso Čajkovskij e del Carl Flesch Competition, ha costruito una carriera che lo ha portato con regolarità nelle principali sale del mondo, collaborando con le più prestigiose orchestre e con direttori come Barenboim, Abbado, Maazel. Alla dimensione solistica ha affiancato negli anni un’intensa attività cameristica e direttoriale, ampliando il proprio raggio d’azione artistico senza mai rinunciare a quell’intensità sonora e a quella qualità timbrica che ne hanno fatto uno degli archetipi del violinista moderno. Accanto a lui, Polina Osetinskaya, pianista dalla traiettoria altrettanto singolare e profonda. Bambina prodigio, ha sviluppato nel tempo una cifra interpretativa personale, nutrita di rigore strutturale e tensione emotiva. Il suo repertorio spazia dal grande romanticismo alla musica del Novecento storico, con incursioni nella contemporaneità, sempre affrontate con una lucidità analitica che non sacrifica mai la forza narrativa del suono. La sua presenza scenica, sobria ma magnetica, costruisce un dialogo con il pubblico fatto di concentrazione e densità espressiva. Il programma – che accosta capolavori di Schubert, Brahms e Shostakovich – propone una traiettoria storica che attraversa oltre un secolo di scrittura per violino e pianoforte: dall’intimità domestica del primo Ottocento alla complessità inquieta del secondo Novecento europeo. Un percorso che segue l’evoluzione del linguaggio cameristico e ne mette in luce le metamorfosi stilistiche, le tensioni armoniche, le nuove profondità timbriche. Sarà soprattutto l’incontro tra due temperamenti a definire la serata barese: la cantabilità scolpita e visionaria di Vengerov e la lucidità architettonica di Osetinskaya. Non un semplice recital, ma un confronto tra due idee di suono, due biografie artistiche che si incontrano nel solco di una maturità interpretativa pienamente consapevole.Sul palco del Petruzzelli, dunque, due interpreti d’eccellenza e due storie musicali che hanno attraversato le grandi stagioni concertistiche degli ultimi decenni. «Un appuntamento di questa eccellente 84ª Stagione della Camerata Musicale Barese che si annuncia come uno dei momenti centrali e di prestigio internazionale della stagione», chiosa il direttore artistico M° Dino De Palma.

    L’evento è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Puglia edel Comune di Bari, e sostenuto da quattro realtà imprenditoriali del territorio attraverso l’Art Bonus: Garofoli Spa, Levante Logistica srl, Donato Violante Consulting, Studio Legale Fabio Verile.

    L’evento rientra nel progetto “Le stelle internazionali della classica: Abel Selaocoe & Bantu Ensemble, Maxim Vengerov & Polina Osetinskaya, Fazil Say” ed è finanziato da Fondazione Puglia.

    Biglietti in vendita da € 15 a € 44 presso la sede della Camerata in Via Sparano 141, Bari (dal lunedì al venerdì mattina e pomeriggio, sabato solo mattina), anche con Carte Culture e Carta Docente, e online sui siti www.cameratamusicalebarese.it, www.webtic.it, www.vivaticket.com e la sera del concerto dalle ore 19.00 al botteghino del Teatro Petruzzelli. Ulteriori informazioni su condizioni di vendita e prezzi ridotti presso la Camerata Musicale Barese (Tel. 080.5211908/ Cell 376 2563298).

  • Metamorfosi è il titolo “netto” del nuovo appuntamento della 84ª Stagione della Camerata Musicale Barese, in scena al Teatro Kursaal Santalucia venerdì 6 marzo alle ore 20.30.

    Spettacolo multidisciplinare che mette al centro il tema del cambiamento come categoria estetica e narrativa, ampliando l’alto profilo artistico del cartellone diretto da Dino De Palma. Sul palco tre personalità di primo piano della scena musicale e teatrale italiana: il violinista Domenico Nordio, il pianista e compositore Orazio Sciortino e l’attrice Federica Fracassi.

    Il reading-concert “Metamorfosi” è un’indagine acuta sul potere del cambiamento – stilistico, mitologico e drammatico – che modella l’arte occidentale. Il titolo agisce da motore tematico e strutturale, integrando la potenza espressiva della musica con l’essenza narrativa della recitazione, partendo dalle Metamorfosi di Ovidio tradotte da Vittorio Sermonti.

    Una traduzione non letterale, bensì con un forte impatto teatrale, che valorizzerà, oltre al tema del cambiamento e della trasformazione come mezzo di eterno rinnovamento, i miti descritti da Ovidio: il mito di Orfeo, quello di Aretusa, il mito di Nausica, il riferimento a Cleopatria e molto altro.

    Di pari passo, la musica seguirà il racconto.

    Il percorso si apre con l’epica riscrittura del mito di Orfeo in chiave sinfonica di Franz Liszt (1854), qui presentato nell’ardua rilettura per pianoforte solo.

    Il pianista Orazio Sciortino, noto per la monumentalità delle sue interpretazioni e la sua attività di compositore, restituisce la visione lisztiana dell’arte come forza civilizzatrice e ascendente. Segue un netto stacco temporale e stilistico con Fazil Say, la cui Cleopatra per violino solo è una drammaturgia contemporanea.

    Il violino di Domenico Nordio, strumentista dalla tecnica impeccabile e dalla profonda introspezione lirica, incarna la carica seduttiva e il tragico destino della regina, spingendo le possibilità timbriche dello strumento al limite orchestrale. Il programma si addentra poi nella stagione del simbolismo con i Mythes di Karol Szymanowski, dove le figure antiche di Aretusa e Narciso vengono filtrate attraverso un sensuale e cromatico impressionismo cameristico. A sigillare il processo di trasformazione interiore è l’ultima opera compiuta di Claude Debussy: la Sonata n. 3 per violino e pianoforte. Composta in tempo di guerra, quest’opera funge da malinconico addio e da sintesi estrema, segnando l’ultima, geniale metamorfosi di un linguaggio destinato a chiudere un’epoca.

    L’attrice Federica Fracassi, artista di spicco della scena teatrale italiana, tesse il filo del racconto, garantendo che le “Metamorfosi” narrate dai compositori trovino una risonanza tangibile nella parola.

    “Cantare le forme mutate in corpi nuovi”, scriveva Ovidio nel proemio delle “Metamorfosi” ed è più che mai l’invito raccolto in scena in questo speciale appuntamento.

    Un appuntamento da non perdere, che propone al pubblico un ascolto concentrato, in cui musica e parola convivono in un equilibrio rigoroso attorno a un’idea forte: la trasformazione come principio generativo dell’arte.

    L’evento è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Puglia edel Comune di Bari, e sostenuto da quattro realtà imprenditoriali del territorio attraverso l’Art Bonus: Garofoli Spa, Levante Logistica srl, Donato Violante Consulting, Studio Legale Fabio Verile.

    Biglietti in vendita da € 15 a € 25 esclusivamente presso la Camerata Musicale Barese, in Via Sparano, 141 – Bari. Acquisti anche con Carte Culture e Carta Docente. Info 0805211908.

  • Il Teatro Piccinni, lunedì 23 febbraio, apre le porte ad un evento di punta della 84ª stagione della Camerata Musicale Barese, che porta in città uno dei più grandi violoncellisti viventi, l’istrionico e vulcanico Abel Selaocoe, sul palco col suo Bantu Ensemble.

    Musicista visionario, con una tecnica portentosa, Selaocoe è artista in grado di trasformare il violoncello in una vera e propria voce narrante, che racconta le sue origini africane, il repertorio occidentale e la libertà di mescolare questi elementi. Il Bantu ensemble arriva a questo appuntamento dopo debutti in sedi di prestigio – Concertgebouw, Philharmonie di Berlino, Wiener Konzerthaus, Philharmonie Luxembourg – e alla vigilia dei primi concerti negli Stati Uniti, con tappe a Carnegie Hall e a La Jolla Music Society.

    L’ensemble è composto da Alan Keary al basso, Fred Thomas al pianoforte e Dudù Koauté alle percussioni: tre musicisti in grado di attraversare linguaggi diversi senza mai forzarli, condividendo la stessa sensibilità del suo fondatore. Il programma prevede pagine tratte da Hyms of Bantu e Where is Home, due progetti di Selaocoe, firmati con la Warner, in cui protagonista è la ricerca di un’appartenenza non geografica, ma culturale e spirituale. Nelle sue composizioni si alternano momenti di forte energia e sezioni più sospese, in cui il violoncello “canta”, creando momenti di struggente intensità. Nei suoi brani è facile riconoscere lampi e stili dei grandi autori che lo hanno formato – da Platti a Bach – che dialogano armonicamente con il resto del percorso. La direzione artistica del M° Dino De Palma vuole, con questo evento, proporre “un concerto multiculturale, aperto e plurale, in grado di raccontare culture diverse, da quella europea a quella africana, creando ponti, punti di contatto, armoniose contaminazioni”.

    Ed infatti lo spettacolo sarà una esperienza itinerante, un viaggio in cui i quattro musicisti sul palco passeranno da una dimensione rituale e raccolta ad improvvise accelerazioni, dense di ritmi tribali, fino alle melodie classiche frutto della tradizione occidentale, esaltando le percussioni di Kouaté, il basso di Keary e l’elegante fraseggio di Thomas. Selaocoe, dal suo canto, è presenza eccezionale, essendo attualmente considerato uno dei protagonisti più originali del panorama della musica classica contemporanea, apprezzatissimo dalla critica e dal pubblico di tutto il mondo.

    Questo concerto è un invito a lasciarsi coinvolgere e trasportare da una musica che non cerca etichette; Selaocoe e il suo ensemble costruiscono uno spettacolo che prepara all’ascolto e allo scambio, ed è proprio in questa libertà che risiede la loro identità più vera. 

    L’evento è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Puglia edel Comune di Bari, e sostenuto da tre realtà imprenditoriali del territorio attraverso l’Art Bonus: Garofoli Spa, Levante Logistica srl, Donato Violante Consulting.

    L’Evento rientra nel progetto “Le stelle internazionali della classica: Abel Selaocoe & Bantu Ensemble, Maxim Vengerov & Polina Osetinskaya, Fazil Say” ed è finanziato da Fondazione Puglia.

    Biglietti in vendita da € 15 a € 33 presso la Camerata Musicale Barese, in Via Sparano, 141 – Bari, oppure online su www.cameratamusicalebarese.it e www.webtic.it e su www.vivaticket.com e a partire dalle ore 19 del giorno dell’evento presso il botteghino del Teatro Piccinni. Acquisti anche con Carte Culture e Carta Docente. Info 0805211908.

    CON PREGHIERA DI DIFFUSIONE.

  • La Camerata Musicale Barese è pronta a stupire tutti con uno spettacolo esilarante, che mette a nudo le manie, le abitudini, le fissazioni e le ossessioni dei musicisti, dal loro voler essere prime donne a tutti i costi alle vere e proprie manie di protagonismo. Il tutto condito da un virtuosismo e una capacità vocale e strumentale fuori da ogni schema e sempre di altissimo livello.

    Questo e molto di più sul palco del Teatro Kursaal Santalucia, il 13 febbraio alle ore 20.30, con tre ospiti d’eccezione, il Duo Baldo, composto da Brad Repp al violino e Aldo Gentileschi al pianoforte, e la partecipazione straordinaria del soprano Maria Luigia Borsi.

    Per quanto l’unione di un soprano, un violino e un pianoforte possa apparentemente sembrare la formula per un concerto classico, la presenza del Duo Baldo ribalta le carte in tavola, regalando al pubblico un vero e proprio tocco di “sana follia”, una libertà giocosa che percorre l’intera serata e trasforma la tradizione in un terreno sorprendente.

    La voce di Borsi, acclamata e applaudita nei teatri di Zurigo, Berlino, Tokyo e al festival di Salisburgo, porta sul palco tutto il peso di una carriera internazionale, ma con un’ironia completamente inaspettata. L’eleganza, il controllo e un fraseggio di grande raffinatezza convivono senza scontrarsi con il clima brillante e “spiritoso” dello spettacolo in arie suggestive come Un bel dì vedremo, O mio babbino caro, Donde lieta uscì.

    Al suo fianco Brad Repp al violino, con un Testore del 1736, e Aldo Gentileschi al pianoforte portano in scena quel tocco di comicità che ha conquistato teatri internazionali e palinsesti televisivi. La loro abilità risiede nel passare con disinvoltura dal virtuosismo de Il Carnevale di Venezia di Paganini ai ritmi popolari della Danza ungherese n.5 di Brahms, dalla Czardas di Monti alla Romanza Andalusa di De Sarasate.

    Il filo conduttore è la musica con una serie di piccoli incidenti, giochi scenici, prese in giro dei musicisti e delle loro abitudini e sorprese che convivono sempre con una qualità esecutiva altissima e un virtuosismo fuori dal comune.

    Il risultato è un trio che funziona come una piccola macchina scenica: precisa, brillante, imprevedibile. Il programma – anch’esso imprevedibile – è un’occasione per rivelare dettagli sempre diversi del loro modo di stare sul palco: la classe naturale della voce di Borsi, il fraseggio guizzante del violino di Repp, la comicità calibrata di Gentileschi.

    Senza mai tradire la musica, i tre artisti costruiscono uno spettacolo accessibile, curioso e coinvolgente, capace di far sorridere chi non frequenta i teatri d’opera e di sorprendere chi li conosce bene. Un concerto che si muove tra lirica, virtuosismo e ironia con la stessa leggerezza con cui cambia registro, e che, nonostante il gioco, resta sempre fedele ai compositori proposti, da Ponchielli a Puceini, da Paganini a Brahms.

    L’evento è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Puglia edel Comune di Bari, e sostenuto da tre realtà imprenditoriali del territorio attraverso l’Art Bonus: Garofoli Spa, Levante Logistica srl, Donato Violante Consulting.

    Biglietti in vendita da € 15 a € 25 presso la Camerata Musicale Barese, in Via Sparano, 141, Bari, dal lunedì al venerdì mattina e pomeriggio, sabato solo mattina. Acquisti anche con Carte Culture e Carta Docente. Per informazioni Tel. 0805211908 oppure Cell. 3762563298.

    CON PREGHIERA DI DIFFUSIONE.

                                     Ufficio stampa Camerata Musicale Barese

                                                   tel. 080/5211908 – info@cameratamusicalebarese.it

  • Un appuntamento dedicato alle canzoni d’amore, nel mese di San Valentino. La Camerata Musicale Barese prende spunto dalla celebrazione del santo patrono degli innamorati per portare in scena uno spettacolo di teatro e musica dedicato non solo all’amore, ma anche ad un momento decisivo della musica italiana, che, tra il 1918 e il 1940, visse un periodo di metamorfosi irripetibile, legato alla nascita della radio.

    Lunedì 2 febbraio, alle ore 20.30, al Teatro Piccinni, va dunque in scena “Parlami d’amore – Quando la radio cantava la vita” con la poliedrica presenza di Mario Incudine, narratore, cantante, attore e polistrumentista siciliano amatissimo dal pubblico di tutta Italia per la sua capacità di saper “raccontare”, attraverso la musica, storie e situazioni in modo originale ed ironico. Al suo fianco Antonio Vasta, che in scena alterna fisarmonica e pianoforte e la compagine al completo dell’Orchestra della Magna Grecia, guidata da Valter Sivilotti, i cui arrangiamenti danno nuova vita a brani famosissimi degli anni Venti e Trenta, come Voglio vivere così, Parlami d’amore Mariù, Signorinella pallida, Bella Ciao, Giovinezza.

    Il tocco teatrale suggestivo è assicurato dal testo di Costanza DiQuattro, che ricostruisce magistralmente la situazione di quegli anni, mentre scolpisce ritmi, silenzi, entrate e colori la regia di Pino Strabioli, artista da sempre legato al mondo del teatro-canzone.

    Lo spettacolo, nel suo complesso, è un perfetto equilibrio tra narrazione e musica e traccia un itinerario ironico di un pezzo di storia d’Italia, quello a cavallo tra le Due Guerre, in cui la nascita della radio ampliò il pubblico degli ascoltatori, diffondendo la musica all’interno delle case italiane, rendendola un “affare” comune e condiviso e trasformando il salotto domestico in un palcoscenico sonoro.

    Da una parte si ramificava la musica fomentata dal fascismo, megafono di sentimenti patriottici e retoriche familiari, dall’altro si diffondeva, in rotta con le direttive dittatoriali, una musica d’oltreoceano, brillante e ironica, il jazz e lo swing, che ben presto entrarono a far parte di una realtà italiana che remava controcorrente attraverso la musica, insinuandosi nelle abitudini degli italiani più curiosi, nonostante i divieti.

    Con questo spettacolo, e con il racconto di alcuni dei pezzi più belli di quegli anni, va in scena non soltanto uno spaccato di storia della musica italiana ma soprattutto uno spaccato di “storia patria”. Poiché la musica, da sempre, diventa il paradigma di una Nazione e di un pensiero in un’Italia che canticchiò vent’anni Giovinezza, ma all’alba del ‘45 tuonò convinta Bella Ciao.

    Lo spettacolo è anche un omaggio alla canzone d’autore di quegli anni, un repertorio poco battuto, ma ricco di fascino e di bellezza, con testi modernissimi, melodie indimenticabili e armonie ardite. Un “materiale” da riportare a galla e da incorniciare, che Parlami d’amore restituisce al pubblico con lucida emozione.

    L’evento è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Puglia edel Comune di Bari, e sostenuto da tre realtà imprenditoriali del territorio attraverso l’Art Bonus: Garofoli Spa, Levante Logistica srl, Donato Violante Consulting.

    Biglietti in vendita da € 15 a € 33 presso la Camerata Musicale Barese, in Via Sparano, 141 – Bari, oppure online su www.cameratamusicalebarese.it e www.webtic.it e su www.vivaticket.com e a partire dalle ore 19 del giorno dell’evento presso il botteghino del teatro Piccinni. Acquisti anche con Carte Culture e Carta Docente. Info 0805211908

    CON PREGHIERA DI DIFFUSIONE.

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